Monday, May 16, 2011

Il nuovo sindaco di Colonnella è un Crevì

Leandro Pollastrelli, nipote di Vittoria D'Angelo


Da "Riviera oggi" quotidiano d'informazione:

COLONNELLA – E’ Leandro Pollastrelli il nuovo sindaco di Colonnella. La lista civica di Colonnella Città Sostenibile si aggiudica la sfida elettorale con 1326 voti, a fronte dei 1034 della lista Insieme per Colonnella del candidato sindaco Augusto Di Stanislao.

Saturday, May 7, 2011

Le ultime sulla casa dei Crevì

Un ultimo aggiornamento su una ricerca che, salvo sorprese, riteniamo conclusa. Come molti sapranno, abbiamo lungamente cercato immagini che ritraessero l'antica casa dei Crevì, ma a parte la fotografia dello zio Abele, sul cui sfondo si intravede uno scorcio della casa, e il modello in 3D, ricostruito sulla base delle indicazioni forniteci dallo zio Sabatino, non siamo riusciti a reperire niente di meglio. Né credo troveremo alcunchè se è vero quanto ci ha riferito il prof. Pasquale Rasicci a proposito del suo prezioso libro “Case di terra del medio Adriatico” e cioè che in fase di redazione dei commenti alle fotografie, si è visto costretto a stralciare l'annotazione delle famiglie proprietarie, poiché queste ultime non gradivano l'accostamento del loro nome a quelle costruzioni ritenute, a torto o a ragione, sinonimo di povertà. Ma proprio l'incontro con quella persona straordinaria che è il prof. Pasquale Rasicci, avvenuto lo scorso dicembre, aveva riacceso le nostre speranze. Nella bibliografia di quel testo, di cui ci ha cortesemente fatto dono, si cita un censimento compiuto dall'Università D'Annunzio sulle case di terra della provincia di Teramo. La data di pubblicazione del lavoro dal titolo “Sistemi insediativi dell'Abruzzo Adriatico”, era del 1984. Sapevamo che il demolitore, Giuseppe D'Angelo, era morto nel 1979, dunque la casa doveva essere rimasta in piedi non oltre la metà degli anni settanta. C'era soltanto una debole possibilità che quello studio si riferisse a dati raccolti qualche anno prima. Dopo una breve ricerca in rete abbiamo scoperto che una copia di quel testo si trovava presso la biblioteca del Centro di documentazione case di terra di Casalincontrada (CH), che è uno dei pochi centri al mondo che custodisce gran parte della bibliografia sulle tecniche di costruzione delle case di terra. Esiste poi da quelle parti una associazione culturale che cura la salvaguardia dell'antico patrimonio edilizio contadino e ha anche ideato degli itinerari turistici che comprendono la visita a case di terra opportunamente restaurate. L'architetto Gianfranco Conti, che gestisce il centro di documentazione a Casalincontrada, è stato così disponibile da dare un'occhiata per nostro conto a quel testo per vedere se eventualmente ci fosse traccia della casa che cercavamo. Purtroppo quella ricerca si è rivelata meno approfondita di quella svolta dal prof. Rasicci, nelle cui pagine, guardando meglio, abbiamo trovato la seguente fotografia. La casa ivi ritratta, che ci è stato detto appartenesse alla famiglia Ferrovecchio di Terrabianca, presenta delle interessanti analogie con quella che cerchiamo. Innanzitutto è piuttosto grande e a pianta quadrata. Inoltre la fotografia dovrebbe essere stata scattata intorno al 1970, epoca in cui la casa dei Crevì si presentava già piuttosto diroccata, proprio come la casa ritratta nella foto. L'angolo della visuale è segnalato nella didascalia come nord-ovest, in quella posizione avremmo dovuto trovare il loggiato, ma potrebbe essere crollato o demolito, come le macerie intorno sembrano suggerire. Le due somiglianze che ci hanno particolarmente colpito sono: la presenza del caminetto in quella posizione, che avrebbe dovuto essere nella cucina e infine la vecchia botte, indizio della probabile presenza di una cantina, proprio come nella casa dei Crevì. E' possibile che le famiglie dei proprietari terrieri di Terrabianca, come i D'Angelo e i Ferrovecchio, si copiassero un po' nello stile delle proprie abitazioni allo scopo di ostentare lo stesso grado di benessere. Questa circostanza ci consentirebbe di affermare con qualche fondatezza che l'antica casa dei Crevì, pochi anni prima di essere demolita, si presentasse come quella della fotografia.
Di seguito un filmato in cui il prof. Rasicci ci spiega come erano fatte le case di terra

Friday, April 29, 2011

Volevo segnalare a tutti coloro che ci seguono che sul numero di aprile 2011 del periodico "Paese Nostro", edito dall'associazione culturale Amici di Tortoreto, è uscito un articolo che tratta di questo blog e dell'incontro avvenuto il 14 novembre scorso.


Il giornalino è distribuito gratuitamente in tutte le edicole di Tortoreto, tuttavia, grazie alla disponibilità di Michele Ferrante, siamo in possesso di alcune copie per chi fosse interessato e non riuscisse a trovalo.
A questo link è possibile scaricare una copia dell'articolo in pdf.

Wednesday, April 27, 2011

D'Angelo Family Story: il video

Pubblichiamo il bel video realizzato da Alessandro Kartsiaklis sulla storia della famiglia in occasione dell'incontro del 14 novembre scorso

Friday, February 11, 2011

Bei ricordi - Io e nonna


11 febbraio 2011: nove anni dalla sua scomparsa

Monday, January 31, 2011

Regia Guardia di Finanza: le divise a colori

Di seguito la divisa indossata da Umberto tratta dal filmato rai del 233° anniversario della fondazione del corpo.

La tipica bombetta con la penna


Soldati in parata


Un bel video per illustrare l'arma oggi

Tuesday, January 11, 2011

La Regia Guardia di Finanza

Questa fotografia, che ritrae Umberto appena ventenne in divisa da fante, è saltata fuori in maniera del tutto fortuita durante una delle visite fatte allo zio Sabatino. Risulta scattata in uno studio di Ferrara probabilmente intorno al 1908. Abbiamo fatto esaminare a degli esperti tutte le fotografie militaresche che lo riguardano ed è emerso che solo in questa egli indosserebbe una divisa del corpo della fanteria perchè tutte le altre apparterrebbero a un altro reparto dell'esercito italiano. Diversamente da come pensavamo, e da quanto lo stesso Umberto dichiarò alle autorità statunitensi, egli non svolse i 3 anni e mezzo della sua carriera militare interamente nella fanteria, ma parte li passò nella Regia Guardia di Finanza. Questa scoperta ci ha fatto subito venire in mente che lui potrebbe aver avuto una vicenda umana e professionale molto simile a quella di nonno Emidio, anch'egli militare della Regia Guardia di Finanza negli anni '20. A quel tempo la Guardia di Finanza non si occupava di controllare gli scontrini e di braccare gli evasori fiscali, ma vigilava i confini della patria contro le possibili incursioni dei contrabbandieri. Dunque le caserme si trovavano o lungo le coste o sulle Alpi. Umberto fu fortunato perché finì in una caserma di Venezia o comunque nei paraggi, visto che realizzò le sue fotografie proprio in uno studio di quella città. Nonno Emidio invece stava in una sperduta caserma sulle Alpi (a Pontebba) a guardare le montagne. Così forse non dovette pesargli molto ritornare alla vita di campagna, quando la necessità lo chiamò ai suoi doveri. Umberto invece era stato a Venezia! Scrive D.Quirico in "Storia del servizio di leva in Italia”:
"E' il servizio di leva che mostra a molti ragazzi delle campagne per la prima volta la città, i suoi piaceri, le sue opportunità. Al contrario di quanto accadeva per gli studenti che una volta terminati gli studi tornavano a casa, in provincia, per riprendere il lavoro o occupare lo studio del padre, i figli dei contadini avevano annusato nell'aria l'odore della novità, certe abitudini lavorative e goderecce proprie della città. […] E dopo il congedo molti di loro si misero alla ricerca di un mestiere diverso da quello, maledetto dalla fatica e dalla miseria, dei genitori”.
Forse furono proprio quegli anni vissuti a Venezia che spinsero Umberto a lasciare Terrabianca per l'America.